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LE CASE PIÙ BELLE
GLI ARREDAMENTI DA FAVOLA
LE STANZE RIVESTITE IN LEGNO
STORIA DELLE STUFE
APPUNTI DI ARCHITETTURA
CULTURA E TRADIZIONI LOCALI
GUIDA ALL'OSPITALITÀ E AL COMFORT
DISEGNI E DOCUMENTI INEDITI
OLTRE 300 FOTOGRAFIE A COLORI

CASE di ENGADINA,
Residenze Esclusive nelle Valli di St. Moritz

Sebbene parli di case, dunque del concetto stanziale dell’abitare, racconta un viaggio: nello spazio e nel tempo, nella cultura materiale e nel costume, insomma nella storia e negli stili di vita di una terra paesaggisticamente impareggiabile come l’Engadina e le sue convalli. Dalla Val Bregaglia, passando per Maloja, St. Moritz, S-chanf, Sent fino al confine austriaco dell’Engadina Bassa, attraverso oltre trecento immagini scattate dall’obbiettivo di Giancarlo Gardin, uno dei più sensibili fotografi contemporanei, e con la colta regia di Diego Giovanoli, esperto di cultura grigionese, affiancata dal brio e dall’eloquenza narrativa di Riccardo Bianchi. Il libro disegna un suggestivo itinerario in cui il dato architettonico è sempre interpretato come parte di una più ampia vicenda umana. Entra nelle più importanti dimore padronali come la Chesa Merleda o la Perini-Juvalta, non solo documentandone ambienti, atmosfere e particolarità edilizie, ma ricostruendo le vicende di chi le costruì e le abitò. Visita antiche case contadine, ne studia le forme, ne annota le modalità di conservazione, oppure di restauro e ristrutturazione laddove tali interventi si sono resi necessari, e insieme accenna alla vita che vi si conduceva e alle caratteristiche che informavano e informano l’economia agricola della regione. Poi s’indugia in alcuni edifici divenuti storici come lo chalet in cui visse Giovanni Segantini o quello che fu il regno della pittrice di fiabe Mili Weber ritrovando negli scatti fotografici l’aura che ispirò quei grandi artisti; quindi si sofferma sui migliori esempi dello Chalet svizzero e del regionalismo grigione, e infine incontra l’architettura di montagna contemporanea letta attraverso le opere attuali e recenti di architetti di valore. Racconto di un percorso all’interno di una cultura e di un modus vivendi a ritmo evolutivo lento, dunque storicamente di peculiare interesse, Case di Engadina non si limita all’illustrazione di una serie di case peraltro emblematiche e prestigiose. La seconda parte del volume è strutturata come una sorta di atlante del paesaggio domestico engadinese, prevedendo, accanto alla "visita" dei principali musei etnografici della regione, una collezione di tavole dedicate agli elementi del costruire e dell’arredare, dai pavimenti alle porte, dalle finestre agli sporti, dalle stüe foderate di legno ai mobili, ai serramenti, alle stufe o pigne che dir si voglia. Il volume ha anche una terza sezione di vade-mecum: vi sono registrati i centri e le istituzioni culturali della regione, vi è riportata una selezione di ristoranti di classe quali dimore ospitali, nonché un regesto degli studi di architettura di cui il libro tratta, e un profilo dei più validi artigiani locali, quelli che ancor oggi, combinando gli utensili di ieri con gli strumenti della più avanzata tecnologia, continuano a rifarsi alle tecniche e ai modelli della tradizione, ovvero riusano i materiali antichi per creazioni di impronta moderna.

Testi a cura di Riccardo Bianchi


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DIE SCHÖNSTEN HÄUSER
MEISTERHAFTE EINRICHTUNGEN
HOLZVERKLEIDETE RÄUME
GESCHICHTE DER ÖFEN
ARCHITEKTURNOTIZEN
LOKALE KULTURTRADITIONEN
VERZEICHNIS DER SCHÖNSTEN GASTSTUBEN
UNVERÖFFENTLICHTE ZEICHNUNGEN
MEHR ALS 300 FARBFOTOS

Häuser im Engadin,
Exklusive Villen in St. Moritz

Obwohl das Haus vom immerwährenden Entwurf des Wohnens handelt, erzählen die Häuser im Engadin weit mehr. Sie ermöglichen eine Reise durch Raum und Zeit, durch die Sachkultur, durch Sitten und Gebräuche, kurz durch die Geschichte der Lebensgewohnheiten der Bewohner einer unvergleichlichen Landschaft wie das Engadin und seine Seitentäler. Mit über dreihundert Bildern von der italienischen Grenze im Bergell bis zur Grenze nach Österreich im Unterengadin, von Maloja über Sils, St. Moritz, Madulain, Bever, S-chanf und Sent ist das Buch eine ergreifende Bildfolge durch das Objektiv des feinfühligen Fotografen Giancarlo Gardin, erzählerisch brillant in Szene gesetzt von Riccardo Bianchi unter kundiger Führung von Diego Giovanoli, einem guten Kenner Bündnerischer Kultur. Das Buch ist zudem ein Architekturführer, in dem die Baukunst im grösseren Zusammenhhang interpretiert wird. Bei den herrschaftlichen Wohnsitzen, wie der Chesa Merleda oder der Chesa Perini-Juvalta, werden nicht nur Einzelheiten über das Bauwerk und den Ort aufgezeichnet, sondern auch über die Leute berichtet, die es erbaut und bewohnt haben. Bei den Bauernhäusern wird der landwirtschaftshistorische Kontext beschrieben und die notwendigen Eingriffe zur Erhaltung und Neunutzung erläutert. Auch findet man Einlass in Häuser, die Geschichte machten, in das Chalet Giovanni Segantini etwa oder in das Reich der Märchenmalerin Mili Weber, wobei sich die Aura, die diese grossen Künstler inspirierte, in den Fotos widerspiegelt. Ferner sind einige der besten Beispiele im sogenannten Schweizer Stil und des Bündner Regionalismus dokumentiert. Schliesslich begegnet man in neuen und neuesten Werken namhafter Architekten einer zeitgenössischen Gebirgsarchitektur.
Auf dem Streifzug durch die Kultur und den Rhythmus einer stillen Entwicklung bietet Häuser im Engadin, zu den Bildern außergewöhnlicher Bauten, noch einen zweiten Teil, der wie ein Atlas der Baukultur strukturiert ist und durch eine Anzahl Tafeln mit Bauteilen wie Böden und Türen, Fenster, Erker und holzgetäfelte Stuben auch Einrichtungen, Möbel, Türschlösser und Öfen zeigt. Das Buch enthält einen Serviceteil mit Angaben zu den Museen und Kulturzentren der Region. Diesem Teil ist ein Führer bergefügt über die Restaurants mit erlesenem Charme und Gasthäuser mit antikem Ambiente, ein Verzeichnis der Architekturbüros, deren Mitarbeiter die Häuser dieses Buches restauriert oder renoviert haben, sowie eine Übersicht über die besten lokalen Handwerker, die Tradition und neueste Technologie kombinieren und dabei den Gebrauch herkömmlicher Materialien in die Zukunft fortführen.

Aus dem italienischen von Ursula Riederer



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